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Un illustre sconosciuto

UN ILLUSTRE SCONOSCIUTO
24 maggio 2026
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VANGELO

Dagli Atti degli Apostoli – Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.

Dal Vangelo secondo Giovanni – La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

RIFLESSIONE

Lo Spirito Santo è un illustre sconosciuto nonostante oggi – in questo giorno di Pentecoste (cioè 50 giorni dopo Pasqua) – gli facciamo festa e lo invochiamo come dono prezioso.

È facile parlare di “Dio Padre” avendo davanti l’immagine solenne e luminosa dell’anziano con la barba bianca. È ancora più facile immaginarci il “Dio Figlio”, Gesù, attraverso i racconti che fanno i Vangeli.

Ma il “Dio Spirito Santo”? 

Gigante è la sua forza (come vento impetuoso); gigante la sua libertà (come colomba che si libra nel cielo); gigante la sua vitalità (come fuoco che ha mille colori e usi) eppure non lo consideriamo, anche se lo tiriamo in ballo, chiamando per nome, in ogni segno di croce o in ogni gloria.

Vento, colomba, fuoco sono le immagini tradizionali con cui lo si raffigura, ma alla fine chi è? Se il Padre è il creatore e il Figlio è il redentore, lo Spirito Santo che cosa fa? Che mestiere fa?

Mi faccio aiutare da una storia conosciuta.

In un aeroporto una tempesta rese difficile l’imbarco sul volo. Terminato il conteggio dei passeggeri, chiusero i portelloni. Tutto era a posto. Si attendeva il decollo. Ad un tratto un uomo cominciò a bussare al portellone urlando: “Apritemi per favore!”. Insisteva, fradicio. Le hostess spiegavano che non era più possibile salire a bordo. Quell’uomo sfidava la tempesta e continuava a bussare, finché le assistenti di volo mollarono le cinture di sicurezza  e aprirono il portellone. Era il pilota.

Quante volte nella vita sistemi tutto secondo i tuoi calcoli e poi le cose non decollano. Forse perché manca il pilota.

Fare Pentecoste è lasciar salire lo Spirito a pilotare la vita.

Alla consacrazione si invoca: “santifica questi doni (pane e vino) con l’effusione dello Spirito perché diventino il corpo di Cristo”. Poco dopo la medesima invocazione si fa sulla gente: “lo Spirito Santo ci riunisca in un solo corpo”. Se lo Spirito ha la forza di rendere presente Dio nel pane, allora può rendere presente Dio in ogni nostro pezzo di vita.

È così che si riesce a spiccare il volo. San Paolo dice: “i frutti dello Spirito sono amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé”.

Attenzione! Per volare non basta l’aereo se non hai il pilota, come non basta il pilota se non hai l’aereo. E non basta nemmeno avere il pilota e l’aereo: non si decolla se la vita (come un aereo) non è curata, se non fai carichi di energia per affrontare il quotidiano, se non stai attento ai piccoli e grandi segnali di allarme.

Noi ci troviamo facilmente a pregare Santi e Madonne in situazioni di crisi, dolore, difficoltà, incertezza, paura. Abbiamo mai provato a chiedere aiuto allo Spirito Santo?

Quante volte se siamo bloccati dalle tempeste è perché manca il pilota. Lui, l’illustre sconosciuto, però sta bussando. Avere il coraggio di andare oltre i calcoli e le presunzioni, avere la curiosità che suscita domande e inquietudini, avere la forza di slacciare le cinture di sicurezza, avere la determinazione di aprire il portellone del cuore, fa la sorpresa di scoprire il pilota. E decolleremo.

 

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CELEBRAZIONE DELLA MESSA

Sabato – ore 18

Domenica – ore 18 (NO ore 10)