UN ANGOLINO
12 luglio 2026
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VANGELO
Dal Vangelo secondo Matteo – Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
RIFLESSIONE
“Dove vai quest’estate?” è domanda comune in questi giorni.
Nel resto dell’anno di solito si chiede: “cosa fai oggi?”.
La bussola del “dove vai?” scalza l’agenda del “cosa fai?”.
“Il tempo” per noi scalza “l’orologio” con le sue urgenze.
Anche Gesù sente il clima delle ferie, infatti il Vangelo oggi ci dice che è al mare e sta in spiaggia con gli amici. C’è tantissima folla, come sui nostri litorali.
Le vacanze sono un angolino rispetto a tutto l’anno. Sono un nulla in confronto allo sbattimento continuo. Finiscono troppo presto e iniziano troppo tardi.
Il Vangelo è la bussola per trovare tempo di trovare un angolino speciale, fertile come quello della parabola, accanto ai 3/4 del terreno caratterizzato da fatiche e problemi.
Ci sono gli uccelli del malaugurio che ci snervano beccando in continuazione e portandoci via il bello.
Ci sono i sassi della fatica che rendono arido il solito, con dimensioni senza profondità.
Ci sono i rovi dei problemi e delle tensioni che soffocano.
Dice il Vangelo, c’è sempre però un angolino che è splendido!
Tre quarti sono problematici, ma un quarto sorprende. Al tempo di Gesù un campo rendeva al massimo il 10 per uno, cioè 10 volte rispetto a quanto impiegato per la semina. Di quell’angolino invece si specifica il 30, il 60, il 100, quindi batte in abbondanza anche il vuoto di tutto il resto.
“Chi ha orecchi ascolti”, cioè la vogliamo capire o no?
La vogliamo capire che a volte il modo migliore per andare avanti è fermarsi?
La vogliamo capire che la mente ha bisogno di staccare, che l’anima ha bisogno di pace e di riflessione tanto quanto il corpo ha bisogno di buon cibo e di buon sonno?
La vogliamo capire che il tempo non è solo ciò che facciamo, ma è innanzitutto ciò che ci diamo il diritto di vivere?
Noi passiamo mesi e mesi a correre sulle tre parti del terreno che hanno problemi, diventando matti a mettere toppe urgenti.
Il Signore oggi ci dice che non c’è sempre e solo altro da fare, ma c’è soprattutto altro da vivere.
C’è quell’angolino a cui non diamo attenzione, eppure è quello che ci rende ricchi più di tutto il resto.
È l’angolo della profondità in un mondo di superficiali.
È l’angolo delle passioni in un mondo di post e di like.
È l’angolo della gratuità in un mondo di approfittatori.
È l’angolo della tenerezza in un mondo di astuti.
È l’angolo del pensare in un mondo di distratti.
È l’angolo dell’ascolto in un mondo di caos e di cuffiette.
È l’angolo della tenerezza in un mondo di nevrotici.
È l’angolo della serenità in un mondo di stressati frustrati.
C’è anche in noi questo angolo, c’è già!
Non c’è sempre e solo quello che non funziona o che va male.
Abbiamo bisogno di darci tempo per passeggiare dentro di noi.
Proviamo a dimenticare agende e a cercare bussole, a dimenticare orologi e a donarci tempo per trovare gli angoli fertili che in noi non siamo abituati a vedere.
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CELEBRAZIONE DELLA MESSA
Sabato – ore 18
Domenica – ore 10 e 18