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Sciocchi o saggi?

SCIOCCHI O SAGGI?
8 novembre 2026
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VANGELO

Dal Vangelo secondo Matteo – In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci ragazze che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece presero dell’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si addormentarono tutte. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte si destarono. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le ragazze che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque perché non sapete né il giorno né l’ora».

RIFLESSIONE

Siamo una generazione in cui se distruggi un telefonino ti disperi e se distruggi una persona non ci fai caso.

L’egoismo, la smania, l’insofferenza, l’irascibilità fanno perdere di vista il valore degli altri e il gusto di ciò che si vive. C’è un problema di definizione delle priorità.

Lo mette in luce la parabola di oggi. Per capirla dobbiamo ricordare quale era l’usanza al tempo di Gesù. Lo sposo prima del matrimonio contrattava il prezzo della dote da pagare al padre della sposa. Più la famiglia era importante e ricca, più la trattativa si faceva lunga e complessa. Quindi gli invitati aspettavano. Portare poco olio significa presumere che si faccia alla svelta quindi che coloro con cui si ha a che fare siano niente di che. Il punto focale è la capacità di valutazione del valore.

Il Vangelo fa considerare innanzitutto la preziosità di se stessi.

Per avere una storia con noi, Dio è disposto a pagare un prezzo altissimo, anche il costo della vita di suo figlio.

Il riconoscimento o no di questo valore che Dio ci attribuisce colloca da una parte chi è saggio e dall’altra chi è stolto.

Chiediamoci: io da che parte mi devo mettere?

Dove sta la discriminante tra saggezza e stoltezza? I titoli di studio? Le capacità? La religiosità? No! Cosa è? È la capacità di gustare. Analizziamo i termini.

Da una parte c’è lo sciocco, parola che significa “senza sale”.

È chi non sa di nulla. È chi trangugia senza centellinare. È chi guarda solo a quanto gli serve, gli conviene, gli interessa. È chi non si sente mai abbastanza. È chi critica tutto e tutti e non gli va mai bene niente. È chi proietta i suoi disagi sugli altri e questo genera pretese, egoismi, possessività. “Dateci il vostro olio” dicono le ragazze stolte.

Dall’altra parte c’è chi è saggio.

La sapienza nell’antichità aveva due facce il sapere e il sapore. In latino infatti le due parole sono scritte allo stesso modo ma si leggono in maniera diversa, perché cambia l’accento: sono “sapère” che è conoscere e “sàpere” che è assaporare.

Il sapere rende intelligenti, cioè fa “intus-legere”, fa leggere-in, fa guardare dentro le cose per comprenderle.

Il sapore invece rende acuti/sagaci facendo gustare le cose.

Sapere e sapore, conoscere e gustare, intelligenza e sagacia rendono saggi nel comprendere e godere l’essenza profonda.

Se imparassimo a osservare la realtà con la logica di Dio e non sempre e solo dallo schermo dello smartphone capiremmo che quanto c’è dentro di noi è molto più bello e più prezioso di ciò che andiamo a cercare nel cellulare.

Ogni giorno i dispositivi migliorano grazie all’intelligenza artificiale, mentre noi per “superficialità naturale” ci troviamo più poveri e vuoti rincorrendo i nostri bisogni.

Dio invece crede in noi più di quanto noi crediamo in lui. Gli piacciamo. Vuole una storia con noi, nonostante noi. Ci considera di valore. È disposto a pagarci a caro prezzo. Se ci si guarda così si impara a gustare. Ed è saggio.

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CELEBRAZIONE DELLA MESSA

Sabato – ore 18

Domenica – ore 10 e 18