PAPERON DE PAPERONI
11 gennaio 2026 – festa del Battesimo di Gesù
VANGELO
Dal Vangelo secondo Matteo – In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
RIFLESSIONE
Tutti conoscono zio Paperone, Paperon de’ Paperoni, il miliardario protagonista dei fumetti Disney, icona simbolica della ricchezza.
Nelle vignette appare che tra i suoi tesori c’è una sfera di cristallo dove è contenuta una monetina da un cent.
Si racconta che Paperone era di famiglia povera e guadagnò la sua prima moneta lustrando scarpe ai bordi di una strada, inoltre il suo primo cliente invece di dargli i 5 cents richiesti gliene diede solo uno, imbrogliandolo e approfittandosi di lui.
Quel primo cent guadagnato lo ha sempre conservato con cura, è stato il seme della sua fortuna e ne è diventato il simbolo.
Zio Paperone ogni volta che guarda quella sfera di cristallo ricorda che tutto ciò che ha, nasce dal poco e dalla fatica.
Questo è il segreto del battesimo: c’è un punto d’oro custodito nella sfera di cristallo del cuore di ciascuno.
Abbiamo da poco celebrato i Re Magi con oro, incenso, mirra. Gesù ora è adulto e quei doni ricevuti nella culla a Betlemme sono un insegnamento per fare in modo che la vita – sua e nostra – sia realizzata, piena, compiaciuta e amata da Dio.
Fondamentale è l’oro, è il nucleo originario, il dono della vita e del Battesimo, è il centesimo di Paperon de Paperoni, è il valore di quanto si è e per come si è.
Va curato, alimentato e protetto, come insegna l’incenso. La resina per diventare profumo ha bisogno di brace ardente. Il fuoco però, come tutto quanto è bello, buono, vero, prezioso – e quindi divino – va curato, alimentato, protetto. Altrimenti si raffredda e si spegne. Vale per la fede, per l’amore, per le passioni.
Nella vita, lo sappiamo bene, non ci sono solo cose positive. Anzi. C’è sempre da lottare. Ce lo ricorda la mirra. Era un unguento denso, costosissimo, profumatissimo, che aveva forza cicatrizzante e antidolorifica, ma soprattutto conservativa, tanto che ne venivano cosparsi i cadaveri delle persone più importanti per vincere la putrefazione.
Quante volte ci sentiamo feriti dentro o addirittura morti nell’anima per crisi, fallimenti, errori, frustrazioni e abbiamo bisogno di qualcosa che possa alleviare il dolore o cicatrizzare le ferite o impedire di andare a male.
Per gestire, investire, far fruttare l’oro donato nel battesimo che ci ricorda la dignità e la preziosità della vita abbiamo quindi bisogno di curare, alimentare, difendere le nostre qualità, le nostre energie, le nostre relazioni, le nostre aspirazioni come si fa con l’incenso ma insieme anche abbiamo la necessità di spendere energia per sfidare la negatività e sanare le ferite come fa la mirra.
Il battesimo ci rende custodi dell’oro che siamo e facciamo nella buona sorte (incenso) e in quella cattiva (mirra), usando premura (incenso) e determinazione (mirra), credendo in Dio (incenso) e nelle proprie capacità (mirra).
Dio ripete a noi quello che ha detto a Gesù: “io mi compiaccio di te, mi piaci, sentiti amato e sostenuto!”.
Non saremo mai poveri con la coscienza di avere in noi questo centesimo d’oro, nonostante tutte le fatiche e le crisi, senza questa percezione invece non ci sentiremo mai ricchi.
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CELEBRAZIONE DELLA MESSA
Sabato – ore 18
Domenica – ore 10 e 18