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Made in God

MADE IN GOD
31 maggio 2026 – Solennità della Santissima Trinità

VANGELO

Dal Vangelo secondo Giovanni – In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

RIFLESSIONE

Tra le mani abbiamo migliaia di oggetti con la dicitura “MADE IN CHINA” e viene spontanea l’impressione che si tratti di paccottiglia definendoli “cinesate” (come modo di dire, non me ne vogliano gli amici cinesi).

Quando invece leggiamo “MADE IN ITALY” abbiamo una sensazione di qualità maggiore (tanto da averne fatto un sostantivo e persino un ministero “il made in Italy”).

Se si vuole un livello ulteriore si cerca il FATTO A MANO, artigianale o sartoriale, cioè su misura, personalizzato.

Se si cerca qualcosa in più, dove si può arrivare? Si giunge alla situazione in cui di fronte a qualcosa si esclama meravigliati e affascinati: È FATTO DA DIO!

Celebrare la festa della Trinità, Padre Figlio Spirito, è rendersi conto che ognuno di noi è MADE IN GOD, “fatto da Dio”, costruito in modo meraviglioso, unico, irripetibile. Ciascuno ha qualità, attitudini, capacità fatte su misura.

Il top però è pensare che siamo “fatti da Dio”, proprio da lui, nel senso di pensati, voluti, plasmati, aggiustati da lui stesso, da Dio in persona, e persino a sua immagine e somiglianza.

Vedersi così arricchisce in autostima e in fiducia in se stessi, ma diventa anche responsabilità se pensiamo che gli altri sono allo stesso modo fatti da Dio, per cui hanno una dignità  che devo rispettare, un valore che devo riconoscere, una sacralità che devo tutelare.

Pensare che si è “made in God”, fatti da Dio stesso,  fatti in modo divino, fatti come Dio comanda e fatti come lui è fa guardare ciò che ci consegna il Padre (la realtà o creazione), ciò che ci mostra il Figlio (la realizzazione di una vita sensata), ciò che ci dona lo Spirito (il meglio, il bello, il buono, il vero).

Pensare che si è “made in God” fa percepire, apprezzare, giudicare, capire, curare se stessi, gli altri e ciò che succede in modo divino. Per parafrasare San Paolo (cfr 2a lettura) niente e nessuno ci può sminuire e scoraggiare.  Possiamo sempre e comunque “tendere alla perfezione” cercando il meglio possibile per “essere gioiosi”. Poiché però la realtà è complessa e complicata, è necessario imparare a sostenersi “facendosi coraggio a vicenda”,  tutelando e “curando i sentimenti” propri e altrui con attenzione a non inquinarli,  sforzandosi a “vivere in pace” dentro di sé e intorno a sé. Conclude l’apostolo: “e il Dio dell’amore sarà con voi”.

La Trinità è il DNA del Dio dell’amore. Tre persone, ciascuna nella sua identità e specificità: il Padre creatore, il Figlio redentore, lo Spirito luce e forza. Tre persone talmente tanto in relazione e in sintonia da diventare una sola identità.

Essere fatti dal Dio dell’amore, significa comprendersi a immagine della Trinità, cioè diversi fuori, uguali dentro; diversi nei traguardi, uguali nell’origine; diversi nei modi, uguali nella sostanza.

Carlo Acutis, un adolescente diventato santo, disse: “Tutti nasciamo originali, ma molti muoiono come fotocopie”, peggio ancora però è chi si riduce a paccottiglia o cinesata.

Proviamo a ricordarci di essere “made in God”, fatti da Dio.

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CELEBRAZIONE DELLA MESSA

Sabato – ore 18

Domenica – ore 10 e 18