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La potenza del sale

LA POTENZA DEL SALE
8 febbraio 2026

VANGELO

Dal Vangelo secondo Matteo – In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

RIFLESSIONE

Gesù è sempre provocatore. Non dice: “siAte come il miele”, con una irreale sdolcinata patina che di solito gli si attribuisce, ma “voi siEte il sale della terra”. Due sfumature interessanti.

La prima: non dice “siate/dovete essere”, ma “siete già”.

La seconda: sale, non miele, ma attenti a non perdere sapore!

Potremmo riformulare le parole di Gesù:

se fai cose belle e buone perché poi non le gusti?

se non hai coscienza di ciò che sei come puoi capire la realtà?

se non curi la tua interiorità come puoi affrontare le difficoltà?

Prendere coscienza di essere “sale” è tanta roba.

Il sale sembra banale eppure ha potenzialità incredibili e il Vangelo ci dice che esattamente così è la nostra vita.

Proviamo a riflettere sulle qualità del sale.

Il sale nel mare protegge l’acqua perché non imputridisca. Raggiunge ogni piccola goccia perché possa essere limpida. Ci insegna che senza attenzione ai dettagli tutto si riduce a pozzanghera o perde possibilità di vita come nel Mar Morto.

Il sale nelle ferite disinfetta, anche se brucia. Senza sacrifici e sforzi tutto si riduce a lamentele inefficaci.

Il sale nella storia ha svolto il ruolo del denaro negli scambi. Per noi il sale ha poco prezzo, ma poi attendiamo il “salario”. Senza condivisione tutto si riduce a occasioni di farsi guerra.

Il sale ha proprietà cosmetiche: in una vasca da bagno o in una SPA profuma, rilassa, tonifica oppure un blocco di sale dell’Himalaya può farsi lampada benefica. Senza la ricerca del bene tutto si riduce a piattume logorante.

Il sale scioglie neve e ghiaccio, ma anche toglie l’umidità. Aggiusta le situazioni, ma usato male può portare al peggio: nelle guerre si usava per rendere aridi i terreni dei vinti. Senza un’intelligenza emotiva tutto si riduce a egoismo.

Il sale in cucina dona sapore, ma implica molta attenzione: non va bene sia che ce ne sia troppo poco sia troppo tanto. Se usato con equilibrio esalta i sapori con cui si accompagna. Senza il senso della misura tutto si riduce a schifezza. Il vocabolario definisce l’essere senza sale come “sciocco”. Per questo sinonimo in intelligenza è “avere sale in zucca” mentre il peggio è quando qualcuno “non sa di niente”.

Ogni volta il sale fa uscire il suo meglio, nel modo più opportuno valorizzando le caratteristiche sia di ciò che fa, sia di chi è con lui. Si scioglie ma non si annulla.

Però il sale esprime tutta la sua potenza con umiltà, nel nascondimento, in silenzio e senza farsi notare.

Quando ognuno di noi agisce così, come il sale, diventa “luce” in casa, nella comunità, nella società.

Voi siete il sale della terra e la luce del mondo, ci dice Gesù.

Forse è proprio per questo che Dio ha posto il sapore del sale nel sudore e nelle lacrime, per farci capire che nell’impegno, nella passione, nella fatica, nelle crisi possiamo far uscire la nostra potenzialità che può rendere migliore la realtà.

L’effetto non è un mieloso buonismo irreale (che non esiste), ma la concretezza di “opere buone” che sanno di qualcosa (e ne facciamo! e ce ne sono tante in noi e grazie a noi!).

La non coscienza di questo costa salato!