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La porta di casa

LA PORTA DI CASA
26 aprile 2026
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VANGELO

Dal Vangelo secondo Giovanni – In quel tempo Gesù disse: «In verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse. Le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce». Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro. Allora Gesù disse: «In verità vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

RIFLESSIONE

“Non serve a niente una porta chiusa: la tristezza non può uscire e la gioia non può entrare”.

Luis Sepulveda, poeta cileno, fa da eco alle parole di Gesù: “Io sono la porta, perché abbiate la vita in abbondanza”.

Gesù non dice “una” porta, ma LA porta, e LA porta per eccellenza è quella di casa.

In situazioni nuove ci si augura di sentirsi come a casa. All’inverso, quando si torna da un viaggio, si può aver soggiornato in posti incantati e lussuosi hotel, ma aprendo “LA” tua porta viene spontaneo respirarne l’aria e il profumo perché ti senti aspettato, accolto, sicuro, arrivato.

Nel contesto attuale, il digitale ha aperto talmente tante porte da non avere più muri. Con un “touch” sei nella tua stanza e insieme sei in ogni parte del mondo reale, spaziale, virtuale, sei nel presente, nel passato, nel futuro. Tante porte spalancano sempre più connessioni e contatti, ma diventano rare e deboli le relazioni e i dialoghi. L’identità è sostituita da account confezionati come si vuole. La personalità a tutto tondo è ridotta a “profilo”. Gli spazi vitali sono pagine social, vetrine senza magazzino. Le storie da raccontarsi diventano post che rullano tra i like. Il cibo diventa immagine, bello ma senza gusto e profumo. Ci si ritrova prigionieri di un recinto che imprigiona come una rete (appunto!), con tanti spazi aperti, ma senza uscita.

Dobbiamo ritrovare LA porta della casa della vita, dove abitare

difendendo i nostri valori da tanti ladri di speranza,

difendendo l’intimità da chi scavalca limiti, confini, steccati,

difendendo i sogni da mercenari che vendono illusioni.

Per questo Gesù ci insegna la logica della porta. Anzi dicendo che lui è la porta, afferma che chi ama è come la porta di casa e, soprattutto, ciascuno di noi può essere e fare così.

La porta di casa aperta comunque e nonostante tutto.

La porta di casa si sbatte quando non ci si sente capiti.

La porta di casa dà protezione e se è violata è un trauma.

La porta di casa ad ogni partenza consegna un ritorno.

La porta di casa fa spogliare da maschere e armature.

La porta di casa plasma la spontaneità e la premura.

La porta di casa protegge dalle tempeste.

La porta di casa fa entrare aria fresca e vince l’odore di muffa.

La porta di casa identifica i legami più intensi.

La porta di casa custodisce le parole e i silenzi più densi.

La porta di casa rende liberi e adulti quando ne hai le chiavi.

La porta è così. Dio e chi ama è così. Noi possiamo fare così.

La porta di casa è ospedale per curare ferite e sofferenze.

La porta di casa è chiesa per le invocazioni segrete.

La porta di casa è palestra per i muscoli della coscienza.

La porta di casa è università per lezioni di sussistenza.

La porta di casa è banca per custodire tesori preziosi.

La porta di casa è officina per costruire e aggiustare.

La porta di casa è centrale di energie ricaricanti.

La porta è così. Dio e chi ama è così. Noi possiamo fare così.

La porta di casa segna il passaggio dall’io al noi, fa entrare in uno spicchio di cielo, a volte sereno altre nuvoloso (ma sempre cielo) e uscire a sfidare il mondo.

La porta è così. Dio e chi ama è così. Noi possiamo fare così, perché non serve a niente una porta chiusa: la tristezza non può uscire e la gioia non può entrare.

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CELEBRAZIONE DELLA MESSA

Sabato – NO

Domenica – ore 18 (*NO al mattino)