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La confidenza

LA CONFIDENZA
30 agosto 2026
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VANGELO

Dal Vangelo secondo Matteo – In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!». Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

RIFLESSIONE

Troppa confidenza, poca creanza. Confidenza toglie riverenza. Dice la saggezza popolare.

Pietro si allarga tanto oggi: “Gesù ma cosa stai dicendo? Ma sei fuori? Lascia perdere! Ti spiego come gira il mondo!”.

Gesù risponde a Pietro e a noi: “Vade retro! Cambia logica! Prova a pensare come pensa Dio!”.

Settimana scorsa il Vangelo ci ha fatto capire che la fede non è qualcosa da sapere ma è qualcuno che interpella (kyrie eleison). Un amico mi ha scritto: “Belle parole, ma come ci si arriva?”.

Il segreto – secondo me – è quello di chiacchierare con Dio.

“Confidenza toglie riverenza” allora non è solo negativo, perché può diventare familiarità se comincia dal fare confidenze e matura in quell’avere confidenza che sgretola maschere, ruoli, barriere.

La confidenza è spogliarsi l’anima e non temere la nudità che mostra cicatrici e difetti, ma che insieme svela il bello. Implica intimità, accoglienza, fiducia, tanto che consegnare le paure è il livello più alto della complicità. Quando succede questo, si resta legati per sempre.

La confidenza chiede fiducia e affidamento. Anche verso Dio. Spesso le nostre preghiere assomigliano a moduli precompilati aridi, ripetuti, uguali, impersonali, per lo più pieni di richieste con l’aggiunta della tassa di qualche rito o candelina. Confondere il ripetere formule rituali con il parlare con Dio è come confondere l’infatuazione con l’amore, la conoscenza con l’amicizia, la superstizione con la fede. Insomma è come confondere il deodorante con la doccia.

La fede non è domandare a se stessi: cosa ordina la religione?

La fede è chiedere a Dio: “Tu, Signore, cosa faresti adesso? Se tu fossi nei miei panni, come reagiresti? Ho proprio sbagliato a fare così! Ma cosa dici di quello/a là? Oppure. Mi piace troppo! Capisci quello che sto provando? Oggi devi proprio essere orgoglioso di me, ti racconto. Sai che sono contento? Vorrei… ma tu cosa dici?”.

Lui risponde poi? Non usa parole, non cambia situazioni, ma – come quando si è in confidenza – lancia sguardi che dicono tutto: approvazione, amore, disaccordo, rabbia. Sono quelle sensazioni interiori che senza aver bisogno di discorsi o gesti, si fanno sentire sicuro o ti frenano.

La confidenza anche è uno strumento potente per ottenere. Chi è in confidenza col capo non ha bisogno di anticamere e viene ascoltato più facilmente e in modo incisivo.

La confidenza però richiede che l’altro sia diverso da noi. Prendere confidenza con l’opposto di se stessi – come Dio – significa avere anche il diritto di scontrarsi, perché fa venire a galla ciò di cui si ha paura, di cui ci si vergogna, ciò che non si vuole vedere, non si riesce ad accettare, non si capisce.

La confidenza se la vivi con Dio la sperimenti con gli altri e se la curi con gli altri la trovi con Dio fino a sentirsi nella libertà di dire, di fare e persino di scherzare o di litigare con lui. Questo porta a trovare se stessi e a guadagnare vita, imparando a dire a ciò che stropiccia l’anima: “vade retro!”.

 

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CELEBRAZIONE DELLA MESSA

Sabato – ore 18

Domenica – ore 10 e 18