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Fortuna o grazia?

BOTTA DI FORTUNA O GRAZIA RICEVUTA?
26 luglio 2026

VANGELO

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:  «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

RIFLESSIONE

Un pessimista vede difficoltà in ogni opportunità, un ottimista vede opportunità in ogni difficoltà.

Oltre alle opportunità ci può essere una felicità inaspettata. Per il vocabolario laico succede “per fortuna”, invece per il lessico della fede avviene “per grazia”.

Nelle parabole di oggi c’è chi trova un tesoro, chi una perla, altri fanno una inaspettata pesca abbondante: botta di fortuna o grazia ricevuta miracolosa?

Che differenza c’è tra fortuna e grazia/miracolo?

Ho trovato un racconto che mi ha aiutato a capirlo.

C’era una volta un contadino. Con il lavoro di tutta una vita era riuscito a costruire una piccola azienda che rendeva bene. I figli erano robusti ma viziati. Era il suo cruccio. Non avevano per nulla la voglia di lavorare del padre. Un giorno, ormai anziano, poco prima di morire disse ai figli: “Devo rivelarvi un segreto: nel campo c’è nascosto un tesoro. Sotto quella terra c’è tanto oro da vivere felici e tranquilli”.

Dopo la morte del padre scesero nel campo con vanghe, zappe e rastrelli e cominciarono a scavare. Faticarono molto ma alla fine restarono tragicamente delusi perché avevano zappato tutto il campo senza trovare nulla. Il padre li aveva ingannati? Solo dopo un po’ di tempo capirono il segreto del padre, infatti quell’anno il campo diede un raccolto abbondantissimo perché la terra era stata vangata e smossa a fondo.

La fortuna è meravigliosa come i fuochi artificiali. È inaspettata, in un attimo riempie il cielo di colori, entusiasma il cuore, incanta e lascia a bocca aperta, ma si spegne presto e lascia una scia di odore di bruciato.

La grazia invece è una forza interiore che non fa rumore, non usa effetti speciali, ma dura a lungo.

Va però sia curata che alimentata, come dice Gesù, “cogliendo cose nuove e cose antiche”, apertura e custodia, memoria e invenzione, tradizione e innovazione.

La fortuna luccica, la grazia illumina.

Spesso i fallimenti nella vita accadono perché ci si aspetta un tesoro senza voler accettare la fatica del campo.

Lo insegnate voi a me: quando ci si sposa non si prende solo un tesoro ma anche il campo in cui il tesoro è custodito, con tutti i suoi rovi, le sue ortiche, i suoi inverni freddi.

La fortuna si tenta, la grazia si coltiva.

In questi giorni di ferie dedichiamoci di più alla spiritualità, proviamo a coltivare la nostra interiorità con calma serena, con riflessioni profonde, con letture interessanti, con esami di coscienza, con dialoghi sui valori.

Che il Signore ci aiuti a non aspettare botte di fortuna ma a essere responsabili della grazia di cui siamo già pieni.

Se un pessimista vede difficoltà in ogni opportunità l’ottimista invece vede opportunità in ogni difficoltà, perché ha fatto sua la capacità di capire che nella quotidianità c’è nascosto un tesoro non da trovare ma da coltivare.

 

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Sabato – ore 18

Domenica – ore 10 e 18