Quanto costa una Messa?
Che senso ha far celebrare una Messa per i propri cari?
“Voglio far dire una Messa: quanto costa?”. Questa è una frase che noi preti ci sentiamo dire spesso. Innanzitutto la Messa non ha prezzo. È affidare un’intenzione particolare alla comunità in modo che il ricordo personale diventi preghiera di un coro di voci e sia posta sull’altare, cioè scritta nel cuore di Dio. L’offerta libera è un gesto simbolico perché la preghiera diventi carità cioè faccio in modo che la mia lacrima per la tristezza del distacco da una persona cara diventi una carezza per qualcuno che è nel bisogno. La Chiesa insegna: “ciò che viene dall’altare, deve tornare all’altare”. I soldi che un prete riceve per la Messa non sono per lui, ma “per l’altare”, cioè per la carità verso chi è bisognoso o per le diverse necessità della comunità.
Una lacrima evapora, un fiore sulla tomba appassisce, una preghiera arriva dritta al cuore di Dio
In che occasione far celebrare una Messa?
Quando una persona a cui voglio bene compie gli anni o celebra una data importante, faccio un regalo, offro un pensiero di riconoscenza. La data della morte per noi cristiani è “il nuovo compleanno” dei nostri cari, è la loro nascita nella vita nuova. Per questo i Santi vengono segnati sul calendario nel giorno della loro morte interpretata come nascita al cielo (“dies natalis”). Far celebrare una Messa è un “regalo” che faccio a chi voglio bene per farglielo arrivare in cielo con un gesto di amore concreto.
Il ricordo può quindi essere fatto sempre, al di là di date significative. Come ogni regalo fa sbocciare un sorriso, così la Messa si trasforma in un sorriso di risurrezione, perché attraverso i sacerdoti che conoscono i segreti dei bisogni di tante persone, è possibile trasformare il ricordo di qualcuno in aiuto per altri, donando respiri di sollievo e di speranza.
Ma si possono far dire Messe anche per i vivi?
Certo, il ricordo nella Messa per tradizione è legato alla memoria dei defunti, ma la preghiera della comunità, impreziosita dal gesto della carità, è possibile chiederla per ogni esigenza, per la sofferenza di qualcuno, per qualche necessità particolare, per rafforzare la speranza.
È un modo per dire: “io da solo non ce la faccio, per me questa cosa è molto importante, ho bisogno dell’aiuto della comunità per sostenere la mia preghiera, per insistere insieme con il Signore”. Ha detto Gesù: “Dove due o più sono riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro e se si accorderanno nel chiedere qualcosa, io li ascolterò”.
Se vengono detti più nomi il valore diminuisce?
La Messa è la preghiera di Gesù, l’Eucarestia è la sua presenza, quindi ha valore infinito e l’infinito se viene diviso resta infinito.
Comunque se il ricordo comunitario può avere più nomi, il sacerdote è tenuto a applicare una Messa per ogni intenzione.
Dove non riesce deve affidare “la Messa” ad altri preti, soprattutto ai missionari e quindi diventa un ulteriore modo di dare aiuto a qualcuno.
Fare il bene fa bene porta bene e dona benedizioni.
Per la nostra Parrocchia della Madonna del bosco in Bergamo come si può fare la richiesta?
1 – Rivolgendosi in sagrestia
Prima e dopo le celebrazioni è possibile rivolgersi al sacerdote
2 – Con una busta
Su una busta è possibile scrivere le proprie intenzioni (in stampatello maiuscolo) insieme alla data desiderata e poi va consegnata in sagrestia (o infilata sotto la porta se è chiusa).
3 – Tramite bonifico
IBAN – IT98C0306234210000002596315
Giulio Dellavite – Madonna del bosco – Banca Mediolanum
Indicare nella causale i nomi e la data desiderata
oppure inviare una mail santamariaalbosco@diocesibg.it
4 – Inquadrando il QRcode
Dopo aver inquadrato seguire le indicazioni e poi inviare nomi e data desiderata via mail
santamariaalbosco@diocesibg.it
Nota bene
Non c’è tariffa, l’offerta è totalmente libera.
Se si desidera un ricordo in domenica precisare in quale delle due Messe, cioè se alle 10 o alle 18; in tutti gli altri giorni feriali e prefestivi la celebrazione è sempre e solo alle 18.
Non è possibile citare nomi il 2 novembre (tutti i defunti), il giorno di Natale e nel Triduo Pasquale.
Indicando i nomi specificare sempre se sono vivi o defunti
Per riflettere
Preghiera di un morto per i suoi cari
Signore, aiutami a far comprendere a chi amo che la morte è una porta: è essere nella stanza accanto, nell’al di là. Ciò che si era prima l’uno per l’altro lo si è ancora: io sono sempre io.
Signore, aiutami a far capire a chi amo che pregare è parlarmi nel modo che si è sempre usato, senza cambiare tono con aria triste. Pregare è dialogare, continuando anche a ridere godendo delle piccole cose, non smettendo mai di raccontarci ciò che succede. Io ci sono per loro e con loro.
Signore, aiutami a far intuire a chi amo il mistero immenso dove ora vivo. Sono in un abbraccio, nell’incanto dell’infinita bontà con riflessi di sconfinata bellezza. Se potessero vedere e sentire quello che io vedo e sento in questa luce, capirebbero che qui si vede “altro” e si vede “oltre”. Le cose passate sono così piccole al confronto. I legami di amore invece sono gli stessi, anzi sono ancora più forti: è solo cambiato il modo.
Signore, aiutami a far sentire a chi amo che sono dietro l’angolo di ogni strada, in ogni incrocio o tornante della vita. Li guardo, li ascolto, li accompagno, li illumino, come angelo custode. Se capissero questo non piangerebbero.
Signore, aiutami – ti prego – a far percepire a chi amo, con un segno, una sensazione, una coincidenza, un raggio di luce, che è davvero così. Il loro sorriso è la mia pace.
Messa quanto costa una Messa – intenzioni 2026 – Copia A5
