ATTENTI AI BUCHI – 22 febbraio 2026
Prima domenica di Quaresima
LETTURA
Dal libro della Genesi
Il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente. Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male. Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: “Non dovete mangiare di alcun albero del giardino”?». Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: “Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete”». Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male». Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.
RIFLESSIONE
Ad un uomo fu chiesto di dipingere una barca. Prese vernice e pennelli e cominciò a fare il suo lavoro, durante il quale si accorse di un buco nello scafo e lo riparò. Il giorno dopo, il proprietario lo pagò con una cifra molto superiore al pattuito. All’imbianchino che gli faceva notare l’errore, rispose: “Una parte è per la pittura, tutto il resto è per aver riparato il buco nello scafo”. “Ah! Ma ho fatto una cosa così piccola che non merita una cifra così alta” continuò il dipendente con stupore. “Mio caro, – disse il datore di lavoro – quando la barca è asciugata i miei figli l’hanno presa e sono andati al largo. Loro non sapevano che c’era un buco, io invece sì, ma non ci avevo dato peso e attenzione, preso da mille cose. Quando ho scoperto che erano salpati in mare, ero terrorizzato e disperato perché la barca sarebbe affondata per il buco nello scafo. Immagina che gioia vedendoli tornare. Con la tua piccola azione hai salvato la vita ai miei figli”.
Siamo all’inizio della Quaresima.
Possiamo far finta di niente, tanto Pasqua arriva lo stesso.
Possiamo considerarla un tempo per una sistemazione esteriore (come pitturare la barca) con qualche sacrificio o digiuno.
Possiamo invece cogliere la Quaresima come occasione favorevole per analizzare noi stessi alla ricerca dei buchini a cui non si dà attenzione, ma sono i più pericolosi perché pian piano fanno affondare e affogare.
Il modo ce lo suggeriscono alcuni dettagli divinamente geniali della storia di Adamo nella prima pagina di Genesi.
1. Il male è raffigurato come serpente, cioè è esterno all’uomo. Ciò che la fa naufragare una barca non è l’oceano, nemmeno se in tempesta, ma l’acqua che entra dentro. Il male, come serpente, attacca per far entrare il suo veleno dentro ciò che in sé è buono. La Quaresima ci insegna quindi che chiunque può sbagliare, ma nessuno è identificabile con il suo errore e ognuno è sempre di più dei suoi fallimenti.
2. Il male è descritto intelligente, ammaliante, avvinghiante. La tentazione ingolosisce sempre. La Quaresima ci fa notare come il male si maschera di bello e buono ma poi induce voracità, bramosia, sospetto, possesso, invidia, gelosia.
3. Il male usa mezze verità, non mente spudoratamente. Quello che dice non è falso, ma non è nemmeno vero. La Quaresima ci ammonisce dal nutrire le ambiguità, ingrandire i limiti, far prevalere pessimismo e sfiducia.
4. Il male da una parte soddisfa, dall’altra spoglia e svuota, fa perdere il senso della misura e anestetizza la vergogna. La libertà di Dio invece veste di responsabilità. La Quaresima porta a chiamare per nome ciò che è bene e ciò che è male. La Quaresima allora non riguarda le voragini nello stomaco per sacre diete, ma i buchini nell’anima da cui entra il male.
Adamo in questa prima settimana ci spinge a chiederci se abbiamo fatto entrare il sospetto nei nostri rapporti, se abbiamo lasciato che il pregiudizio inquinasse i dialoghi, se abbiamo dato più attenzione agli sbagli che ai doni o se abbiamo incolpato pur di difendere i nostri interessi.
Ci viene dato un tempo in cui non serve fare chissà cosa, basta fare la differenza mettendo cuore e attenzione in piccole cose – come l’operaio della barca – capendo che la Quaresima, al contrario del serpente, dice: “dimostra il bene che sei!”.
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CELEBRAZIONE DELLA MESSA
Sabato – ore 18
Domenica – ore 10 e 18