MAGNANIMITÀ
4 ottobre 2026
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VANGELO
Dal Vangelo secondo Matteo – In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».
RIFLESSIONE
Quando attorno a piccoli dettagli si coagulano grandi tempeste nella quasi totalità dei casi la causa è la gelosia, perché “l’amore guarda attraverso un telescopio, la gelosia attraverso un microscopio” (Josh Billings).
Il microscopio porta a indagare ripiegandosi su se stessi, fa guardare dentro dando più attenzione a quello che non va.
Il telescopio è il contrario: fa alzare la testa, guardare lontano, cercare un oltre che non si vede e non si conosce ancora.
Il Vangelo oggi ci dice che la nostra vita è una vigna da curare. Contrappone due stili: quello dei vignaioli violenti e quello che sa cogliere e gustare i grappoli di ciò che si è e che si fa.
Se l’atteggiamento da microscopio è l’egoismo pessimista, la logica da telescopio ce la suggerisce San Paolo (2a lettura):
1) “Non angustiatevi per nulla”.
Gelosia e invidia invece tormentano, bruciano, logorano.
2) “In ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti”.
Confrontarsi con Dio insegna il valore del chiedere per favore (preghiere) e il coraggio di dire scusa (suppliche) o ringraziare. Gelosia e invidia invece pretendono e hanno sempre da ridire.
3) “Custodite i vostri cuori e le vostre menti”.
È essenziale una coscienza intelligente che valuta la tara, considera le variabili, misura le intenzioni. Gelosia e invidia invece annebbiano e rendono irosi.
4) “Sia oggetto dei vostri pensieri quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, ciò che è virtù e merita lode”.
Gelosia e invidia invece portano a rimuginare in continuo.
5) “Mettete in pratica le cose belle e di qualità che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto”.
Gelosia e invidia invece ritengono sempre tutto negativo.
Tutto questo si riassume in una parola: magnanimità. Viene dal latino “magnus animus” grande animo o spirito.
È difficile da vivere, ma San Francesco d’Assisi (che oggi si celebra a 800 anni esatti dalla morte) insegnava: “Comincia col fare ciò che è necessario, poi fai ciò che è possibile e all’improvviso ti sorprenderai a fare l’impossibile”.
Magnanimo è colui che sa perdonare senza sentirsi debole;
che sa riconoscere il valore degli altri senza sentirsi diminuito;
che non lascia che una ferita inquini il bello di un amore,
che ha il cuore più grande delle circostanze,
che vorrebbe colpire e sceglie di non farlo;
che potrebbe avere ragione e sceglie di non umiliare.
Quando si osserva tutto col microscopio è facile farsi prendere da gelosia e invidia e ogni cosa diventa “pietra da scartare”: blocco che fa inciampare, sassolino nella scarpa che blocca,
masso che può ferire colpendo o uccidere lapidando.
Quando invece si guarda oltre col telescopio, come insegna Gesù, tutto può diventare “pietra angolare” cioè chiave di volta di un arco. La sua particolarità è trarre forza dall’unire debolezze avverse, parti disuguali, tensioni contrarie.
Sta a noi scegliere tra gelosia o magnanimità, tra microscopio o telescopio, tra rosicare o gustare grappoli di vita.
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CELEBRAZIONE DELLA MESSA
Sabato – ore 18
Domenica – ore 10 (NO alle 18)