HARRY POTTER
6 settembre 2026
–
VANGELO
Dal Vangelo secondo Matteo – In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».
RIFLESSIONE
In “Harry Potter e i doni della Morte” c’è questa scena.
Harry Potter dice a Ron Weasley: “Come ci hai trovati?”.
Ron: “L’ho sentito”.
Harry Potter: “Cioè?”.
Ron: “Una voce. La tua voce, Hermione”.
Hermione: “E cosa diceva, posso chiedere?”.
Ron: “Il mio nome. Solo il mio nome. Un sussurro che, come una minuscola sfera di luce, fluttuava dritta verso di me e attraverso di me. Proprio qui [si tocca il cuore]. E sapevo che mi avrebbe portato dove dovevo andare”.
Nella narrazione il momento è cruciale. I tre non la pensano sempre allo stesso modo. Litigano, discutono, si arrabbiano.
Dopo aver affrontato la paura, il dolore, la solitudine, Harry si apre con Ron e Hermione. Si permettono l’un l’altro di essere fragili e Harry scopre di non essere solo. Da questo essere uniti tira fuori una forza incredibile e nuova.
Harry trova il coraggio non perché non ha paura. Trova il coraggio perché non è più da solo con la sua paura.
Nel clima di Harry Potter potremmo prendere un proverbio orientale e trasformarlo in formula magica da ripetere quando viviamo tensioni, litigate, crisi. Dice così: “Ogni problema ha 3 soluzioni: la mia, la tua e quella giusta”.
Il Vangelo oggi è molto schietto, pratico, quasi cinico. Dice: “Se qualcuno – a cui hai voluto bene (fratello si specifica) – ti fa un torto ed è in colpa verso te, tu comunque provaci e riprovaci ancora, fatti aiutare, poi però se trovi un muro, se non vedi alcuna sua disponibilità, molla la zavorra, non permettere al male di inquinare né te né la realtà. Non averci più a che fare, vai libero per la tua strada, consideralo un estraneo” (così ci si comportava coi pagani). Parole forti. Sembra strano sentirle pronunciare da Gesù.
Diventano ancor più scioccanti se si collegano al brano che le precede: sono l’applicazione pratica della parabola della pecorella smarrita, con la festa di ritrovare quanto perso. Come è possibile tanta durezza?
La conclusione a cui arriva il Signore è smarcante: ogni passo, ogni parola, ogni gesto, ogni sforzo di unità è un miracolo, è una scintilla di Dio, è presenza di Dio, è una voce che porta dove si deve andare, è una minuscola sfera luminosa che entra dritta nel cuore.
Il Vangelo la chiama “capacità di legare e sciogliere”: i legami si creano quando ciascuno molla qualche cosa.
Non è annullare differenze o negare divergenze o appiattire nell’omologazione, ma è la possibilità di “mettersi d’accordo” (dice il Signore), è provare a stare insieme dentro le diversità. “Mettersi d’accordo” è portare la questione ad un livello superiore, dove ci si può unire superando colpe, torti e disaccordi. Vale anche in positivo andando oltre differenze di posizione e di capacità in una reciproca correlazione. La difformità offende o ferisce, ma può anche arricchire.
Dio sussurra il nostro nome ogni volta che c’è la possibilità di provare fare il miracolo di andare d’accordo. Come succede a Harry, Ron, Hermione anche in noi c’è una sfera di luce che ci porta a credere e a sperimentare che “ogni problema ha sempre 3 soluzioni: la mia, la tua e quella giusta”.
___________
CELEBRAZIONE DELLA MESSA
Sabato – ore 18
Domenica – ore 10 e 18