CRISTIANI ASSURDI
3 maggio 2026
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VANGELO
Dal Vangelo secondo Giovanni – In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».
RIFLESSIONE
“L’avventura di un povero cristiano” è un romanzo storico di Ignazio Silone (1969) che narra la vicenda di Celestino V, unico Papa che si è dimesso (1294) prima di Benedetto XVI, lui però spinto dalle pressioni della Curia corrotta, guidata dal Cardinale Caetani (che gli succede come Bonifacio VIII). Umile e povero monaco aquilano, voleva riformare la Chiesa ma, schiacciato dalle pressioni, tornò alla solitudine eremitica, finendo la sua vita prigioniero a Fumone (vicino a Frosinone).
Nell’immaginazione dell’autore il Card. Caetani lo definisce “un cristiano assurdo”, ma Celestino V gli risponde: “il Vangelo non è un modo di dire, ma un modo di vivere”.
Magari riuscissimo a fare nostra questa sua convinzione. Sarebbe considerare davvero Gesù come “via, verità, vita”.
Siamo cristiani per certificato di battesimo e cresima, ma viviamo facendo a meno di Dio, mediocremente impastati di “ateismo pratico”. C’è chi è credente non praticante, chi è praticante non credente, ma il problema è che tutti siamo “coerenti” non praticanti, etichettiamo e non viviamo.
La via che seguiamo è quella indicata dai social.
La verità è quella dell’intelligenza artificiale.
La vita è sempre più complessa e complessata.
Un tempo chi era ateo sfidava la religione: Dio non esiste! Oggi c’è piuttosto un ateismo sottinteso, di massa, tiepido. Più o meno crediamo “un Signore” che a volte preghiamo – soprattutto se nel bisogno – ma poi pensiamo, scegliamo, amiamo, valutiamo priorità come se Dio non esistesse.
La perdita di Dio però pian piano fa perdere l’umano.
È disumano ad esempio che rimaniamo indifferenti di fronte al fatto che missili sono lanciati nello spazio per cercare la vita e sono lanciati sulla terra per sopprimerla. È più assurdo questo o il Vangelo? Il problema è che di ambedue le cose non ce ne frega molto. Ci rimbalzano.
Un “improbabile” Gesù si propone come via, verità e vita:
come via per non perderci tra grovigli, spintoni, incidenti, passi falsi, incontri sbagliati (“non sia turbato il cuore”);
come verità che dà senso al fare, che realizza sogni di qualità, che spinge ad essere migliori (“trovate il vostro posto”);
come vita per gustare la bontà, apprezzare la bellezza, ammirare i doni preziosi (“guardate le opere che fate”).
Questo comporta però l’essere considerati “cristiani assurdi”.
Ci siamo troppo abituati ai libri di storia stracolmi di guerre. “Si educa alla competizione, ma la competizione è l’inizio di ogni guerra. Quando invece si educherà alla cooperazione e alla solidarietà, si starà educando alla pace” (M. Montessori).
Vivere da cristiani assurdi è intestardirsi a raccontare pagine di pace, a mandare messaggi di pace, a condividere scelte di pace, a gustare storie di pace, a scommettere sul dialogo come ricostruzione di pace.
Seguire un improbabile Gesù però fa andare contro corrente dimostrando nella banalità del quotidiano che – comunque e nonostante tutto – si può stare bene, fare bene, vivere bene.
Il Vangelo non è un modo di dire, ma è via, verità e vita.
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CELEBRAZIONE DELLA MESSA
Sabato – ore 18
Domenica – ore 10 e 18